UISP vs FIT in Parlamento: Il tennis di tutti vs il tennis di chi vuole rimanere al vertice

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UISP vs FIT in Parlamento: Il tennis di tutti vs il tennis di chi vuole rimanere al vertice

La questione tra la Federazione e l’Ente di promozione sportiva arriva in Parlamento; un gruppo di venti senatori hanno chiesto se il Coni sappia del comportamento sleale della Fit e come abbia, eventualmente, intenzione d’intervenire.
Quella fra l’Unione Italiana Sport Per tutti e la Federazione nazionale di Tennis è una storia lunga e intricata, infatti una diatriba è in corso ormai da tempo tra le due parti che iniziò quando dai circoli del territorio modenese partì una denuncia.

A conferma di tale questione le parole di Zironi, presidente della Lega Tennis di Bologna che sintetizzano bene la situazione:

La Fit continua a metterci i bastoni tra le ruote, chiedendo l’esclusiva ai Circoli e facendo pressioni per non far giocare i nostri tornei. Basta pensare che l’affiliazione Fit per un Circolo che dà l’esclusiva alla Federzione costa 350 euro, mentre chi sceglie di ospitare anche nostre partite si alza a 900 euro (l’anno scorso era 750)”. E lo stesso discorso vale per i tecnici, 730 euro per la tassa d’iscrizione annuale all’albo nazionale per gli Uisp, 220 per gli altri. Una decisione inaccettabile che, a nostro avviso, prova la chiara volontà da parte della Fit di accaparrarsi tutto il tennis italiano, da quello di vertice a quello di base, quest’ultimo appannaggio tradizionale degli Enti di promozione sportiva come la nostra. A ritenere discutibile il comportamento della Fit, però, non è solo la Uisp.

Le strane decisioni della Federazione, infatti, sono state criticate anche dall’antitrust e, l’intera questione, è uscita dai corridoi dei due gruppi per arrivare dritta al Parlamento dove, un gruppo di venti senatori, ha depositato un’interrogazione attraverso cui chiederà al Governo di riferire sui rapporti tra le due organizzazioni. Secondo questi parlamentari, appartenenti a quattro partiti diversi e tra cui c’è l’ex ministro Josefa Idem, la Fit tenderebbe a monopolizzare impropriamente le attività inerenti al tennis, violando la carta europea dello sport. Il primo firmatario dell’interrogazione parlamentare è stato proprio un modenese; Vaccari (del Pd) è determinato e chiede, schiettamente, “una risposta in Parlamento dal Coni per capire se ci sono gli estremi per la nomina di una commissione con il compito di accertare i fatti e considerare le ricadute economiche sull’Uisp e sugli altri enti contro cui la Fit esercita questa azione vessatoria”.

Insomma, ci troviamo davanti a due modi di fare e concepire lo sport completamente diversi; con la Uisp che cerca di tutelare quelli che sono i valori fondamentali di correttezza e onestà, conservandone il concetto di trasparenza e di “popolare” nel senso più politico del termine.
Il Presidente Uisp nazionale Vincenzo Manco afferma che quello della Fit

“È un atteggiamento arrogante di chi crede di essere il padrone di tutto e dimentica che invece lo sport deve essere di tutti. Ostacolando la doppia affiliazione, si fa il verso al Marchese del Grillo, ‘noi siamo noi, e voi…’, e questo atteggiamento non lo accettiamo” inoltre, il presidente ammette di “Non capire perché questo problema debba sussistere solo con la Fit; da almeno otto anni ci battiamo affinché il tennis resti uno sport popolare, alla portata di tutti, ma non siamo ascoltati. Questa toria adesso deve finire”.

Queste parole non possono rimanere inascoltate, anche perché la Lega Tennis ha sempre registrato grandi successi e grandi numeri: 2400 sportivi sui 31 000 a livello nazionale, infatti, sono tesserati Uisp. E la ricetta di questa conquista è svelata da Zironi che afferma di aver creato, negli anni,

“una base sempre più ampia con tornei e regolamenti fatti su misura per gli atleti. Un modello a cui ho dato il nome di Altro tennis, ovvero con regole modificate per venire incontro alle esigenze dei giocatori e ai tempi moderni” e continua “Ci stanno copiando in tanti, tra cui anche la Fit; alcuni comitati vengono a Bologna per vedere come lavoriamo”.

Ora la palla è in mano sia all’AGCM, in possesso di tutte le carte di denuncia raccolte dalla UISP, che al Governo. Vedremo a chi toccherà fare la prima battuta.

Altri approfondimenti:

http://www.uisp.it/nazionale/index.php?contentId=6629

Venti senatori chiedono conto alla FIT, la battaglia UISP approda in Parlamento


http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2016/02/15/tennis-la-guerra-tra-uisp-e-federazione-contributi46.html